Villa Marina, Genova | Illuminazione per una residenza storica

Villa Marina è una residenza privata storica affacciata sul paesaggio ligure, caratterizzata da ambienti decorati, superfici voltate, apparati pittorici, elementi scultorei e spazi abitativi di grande complessità architettonica.

Il progetto illuminotecnico sviluppato da Zero55 nasce dall’esigenza di valorizzare ogni ambiente senza alterarne la percezione, integrando la luce all’interno delle geometrie esistenti e riducendo al minimo l’impatto visivo degli apparecchi.

L’intervento ha coinvolto ingresso, sala da pranzo, scalone, studio, cucina e chiesa interna, con soluzioni differenziate in base alla funzione dello spazio, alla conformazione delle superfici e al risultato luminoso richiesto.

Luogo
Sori (GE)
Committente
Cliente privato
Progettazione illuminotecnica
Arch. Michela Viola
Fotografia
Zero55 Srl
Corpi illuminanti
Micro40 Track, Micro40 su basetta, Micro25, Frame
Componenti custom
custom snodabile Tightstrip su profilo

Il progetto

Dal progetto alla soluzione luminosa

Ogni ambiente di Villa Marina presentava esigenze diverse: superfici affrescate, volte, cornici architettoniche, gole perimetrali, elementi decorativi e spazi destinati alla vita privata.

Per questo l’intervento non è stato affrontato partendo da un unico prodotto, ma dall’analisi del contesto: geometrie, punti di installazione disponibili, vincoli visivi, direzione della luce e rapporto tra apparecchio e architettura.

Negli ambienti principali, il sistema è stato sviluppato lungo il perimetro delle gole architettoniche presenti all’imposta del soffitto. La soluzione consente, inoltre, di integrare gli spot all’interno della struttura esistente, mantenendo pulizia formale e controllo del fascio luminoso.

Il prodotto

Ingresso: luce integrata nella gola architettonica
Nell’ingresso, il sistema segue lo sviluppo perimetrale della gola architettonica predisposta all’intradosso del solaio. I corpi illuminanti sono fissati al binario tramite adattatori a scomparsa, così da rendere invisibili i componenti di connessione dal piano calpestabile e preservare la continuità estetica dell’ambiente.La distribuzione puntuale dei Micro40 Track permette di calibrare il flusso luminoso lungo il perimetro, generando una luce indiretta o d’accento in base all’orientamento dei proiettori.

Apparecchi utilizzati:
Micro40 Track con adattatori a scomparsa.
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Sala da pranzo: comfort visivo e maggiore libertà di puntamento
La sala da pranzo riprende la logica del sistema su binario, ma con una configurazione specifica. In questo ambiente sono stati utilizzati adattatori a semi-scomparsa, scelti per garantire un maggiore angolo di inclinazione del faretto verso il pavimento, mantenendo comunque l’occultamento rispetto allo sguardo dell’osservatore.
Questa soluzione consente di lavorare sia sulla luce d’ambiente sia sull’accento, rispettando le proporzioni dello spazio e la presenza degli elementi decorativi.

Apparecchi utilizzati:
Micro40 Track con adattatori a semi-scomparsa.
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Scalone: integrazione tecnica e controllo visivo
Nello scalone, l’obiettivo era integrare il sistema mantenendo l’integrità estetica dello spazio. Il binario è stato installato con una configurazione a doppio appoggio, tra sottostruttura lignea e lembo interno della gola architettonica. Questa disposizione permette di massimizzare lo spazio utile per l’inclinazione dei faretti, mantenendo il corpo illuminante schermato dal profilo della gola.
La luce accompagna il percorso verticale senza sovrapporsi all’architettura, valorizzando superfici, volumi e punti di vista.

Apparecchi utilizzati:
Micro40 Track, Micro40 su basetta e Micro25.
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Studio: luce uniforme su superfici curve e soffitti piani
Nello studio, la soluzione illuminotecnica è stata sviluppata con apparecchi Frame, scelti per la loro capacità di adattarsi a superfici curve e soffitti piani, garantendo un’illuminazione precisa e uniforme.
Frame consente di lavorare sulla diffusione della luce in modo controllato, valorizzando l’ambiente senza rendere protagonista l’apparecchio.

Apparecchi utilizzati:
Frame.
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Cucina: apparecchio non visibile, luce sulla volta
Nella cucina, la luce è stata progettata per valorizzare la volta senza rendere visibile il corpo illuminante. L’apparecchio Frame lavora in modo discreto, integrandosi nell’architettura e restituendo una luce uniforme sulle superfici superiori.
Il risultato è una soluzione funzionale e architettonica al tempo stesso: la luce accompagna lo spazio domestico, ma mantiene un rapporto diretto con la struttura storica dell’ambiente.

Apparecchi utilizzati:
Frame.
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Chiesa interna: sistema custom per geometrie curve
La chiesa interna ha richiesto un approccio specifico, finalizzato alla valorizzazione delle superfici voltate e degli apparati decorativi attraverso un sistema di illuminazione indiretta lineare.
I corpi illuminanti sono stati posizionati lungo l’estradosso dei cornicioni perimetrali, seguendo l’intera estensione delle modanature architettoniche. Il sistema è composto da moduli LED lineari di differenti lunghezze, studiati per garantire continuità del flusso luminoso e adattamento alle geometrie del supporto.
La presenza di moduli di compensazione consente di raccordare il sistema nei punti di giunzione e nelle variazioni angolari, evitando coni d’ombra e garantendo una copertura luminosa continua lungo il perimetro.

Apparecchi utilizzati:
Sistema custom snodabile Tightstrip su profilo.

Il risultato

Una luce che appartiene allo spazio

Villa Marina racconta il metodo Zero55: partire dall’architettura, leggere le superfici, comprendere i vincoli e sviluppare la soluzione luminosa più adatta.

In alcuni ambienti la risposta è un sistema su binario integrato nella gola architettonica. In altri, un apparecchio capace di lavorare su superfici curve. Nella chiesa interna, una soluzione custom pensata per seguire l’andamento del cornicione e garantire continuità luminosa.

La luce non si aggiunge allo spazio.
Lo interpreta, lo accompagna e ne rende leggibile la materia.