Luce alle idee

Luce alle idee

› Luci per musei e gallerie:
l’importanza della luce per esaltare le opere d’arte

Redazione

Quando si affronta il tema dell’illuminazione in ambito museale o per una mostra temporanea, gli aspetti da tenere in considerazione sono molteplici: dall’analisi delle opere esposte che devono essere analizzate per il loro grado di fotosensibilità ai fini conservativi, alla buona resa percettiva delle stesse, oltre all’impiego di soluzioni progettuali che garantiscano il massimo comfort per il visitatore.
Questi tre principali aspetti devono essere coniugati con attenzione e la scelta degli apparecchi gioca un ruolo decisivo per ottenere un buon risultato finale.

Le soluzioni tecnologiche devono essere discrete e a servizio del protagonismo delle opere.
La valutazione del grado di fotosensibilità dei materiali costituenti l’opera è il primo passo per definire i livelli di illuminamento sull’oggetto.
Ricordiamo che nel caso di opere particolarmente fotosensibili come: affreschi, arazzi, acquarelli, disegni o altre tecniche pittoriche realizzate con pigmenti organici, i livelli di illuminamento prescritti ai fini conservativi non devono superare i 50lx.

Altri materiali o tecniche di realizzazione come ad esempio, dipinti ad olio, cuoio e legno non dipinti, corno, ossa, avorio, lacca, alcune plastiche, possono essere sottoposti fino a dei livelli massimi di 200lx. Nel caso di oggetti o statue realizzati con materiali non sensibili
alla luce, come: metalli vari, pietre, alcuni vetri, ceramiche, smalti e gran parte dei minerali, non ci sono limiti sui livelli di illuminamento ai fini conservativi.

progettazione illuminotecnica del museo casa Martini

Ulteriori aspetti conservativi sono condizionati anche dalla composizione spettrale della luce, non ultima quella naturale ricca di U.V., oltre che da altri parametri ambientali come l’umidità relativa e la temperatura.
La buona resa percettiva dell’opera è condizionata sia dalla scelta spettrale del LED che dall’incidenza della luce sull’oggetto. Per opere bidimensionali o tridimensionali (statue, bassorilievi, altorilievi) la resa del colore dell’opera è fondamentale per apprezzare le sfumature del dipinto o del materiale. La scelta di una sorgente appropriata gioca quindi un ruolo primario.
L’incidenza della luce deve evitare, nel caso di opere bidimensionali come quadri ad olio o protetti da vetri, riflessi fastidiosi delle sorgenti nel campo visivo dell’osservatore, così come nel caso di statue o opere tridimensionali deve favorire la lettura volumetrica dell’opera o la matericità della sua superficie.

In questi contesti, la possibilità di realizzare apparecchi ad “hoc” che soddisfino le differenti esigenze espositive, è un grande vantaggio.
A seconda delle necessità, Zero55 affianca i propri clienti fin dalle prime fasi di studio
dell’allestimento, mettendo a disposizione le proprie competenze sullo studio dell’ottimizzazione delle ottiche, corredandole sempre con Led di altissima qualità.

Gli apparecchi Zero55 sono concepiti non solo per garantire elevate prestazioni fotometriche ma possono essere ideati e realizzati adeguandosi sia per forma che per finitura e colore alle necessità estetiche dell’allestimento.
Laddove sia richiesto, la nostra capacità produttiva ci permette di realizzare apparecchi ad “hoc” che possono connotarsi anche per il design, come ad esempio in ambienti storici dove c’è l’esigenza di evocare un apparecchio d’epoca, o dove il progettista voglia intervenire con un nuovo inserimento dallo stile contemporaneo.

Il rispetto che nutriamo per il patrimonio storico-artistico e per gli spazi che lo custodiscono, ci spingono a proporre soluzioni tecnologiche efficienti, durature nel tempo ma discrete, minimali e non invasive alla vista.

Il confort visivo è un altro aspetto a cui teniamo molto e che rientra nella concezione di tutti i nostri prodotti, che possono essere corredati da adeguati accessori qualora le condizioni di installazione lo richiedano.
Il nostro marchio non abbiamo bisogno di mostrarlo, lo si trova nella resa luminosa dei nostri prodotti, anche quando l’apparecchio non si vede.

Lavorare con i progettisti, studiare nuovi concept e realizzarli con il nostro know-how è la nostra sfida quotidiana.
Molte delle nostre ricerche e attività -sia in passato che oggi- sono svolte nell’ambito dei beni culturali.
Un’esperienza gratificante, dove ogni volta Zero55 si è impegnata e continua ad impegnarsi per realizzare soluzioni innovative, dimostrando come la capacità “sartoriale” dell’azienda sia in grado di soddisfare le esigenze e gli obiettivi del cliente e del progetto.