Luce per la memoria: Il progetto di illuminazione per la mostra Avori Principeschi al Museo Archeologico di Artimino
Nel cuore del borgo di Artimino, all’interno del Museo Archeologico “Francesco Nicosia”, la mostra Avori Principeschi presenta al pubblico un allestimento dedicato ai preziosi reperti provenienti dalla tomba etrusca di Montefortini, uno dei siti archeologici più significativi dell’Etruria settentrionale.
Il progetto, curato dall’architetto Alessandro Nocentini, nasce dall’esigenza di ricreare uno spazio che restituisca il senso di raccoglimento e sacralità del contesto originario, trasformando la sala museale in un ambiente di contemplazione e silenzio.
Luogo
Museo Archeologico di Artimino “Francesco Nicosia” – Carmignano (PO)
Committente
Soprintendenza ABAP Firenze, Pistoia e Prato
Progettazione illuminotecnica
Arch. Nocentini e Zero55
ARCHITETTO/LIGHTING DESIGNER
Arch. Alessandro Nocentini
Fotografia
Corpi illuminanti
Micro25 – LED: Nichia 2700K
il PROGETTO
Luce come linguaggio dell’allestimento
Le tre teche principali, in acciaio corten e vetro, ospitano frammenti, placche e testine in avorio finemente lavorate.
La disposizione lineare e la geometria essenziale dei supporti interni definiscono un percorso di lettura che accompagna lo sguardo del visitatore lungo la sequenza narrativa dei reperti.
In questo scenario, la luce diventa parte integrante del progetto: non semplice strumento tecnico, ma linguaggio di connessione tra forma, materia e percezione.
L’illuminazione, studiata in collaborazione con Zero55, si articola attraverso MICRO25 integrati all’interno delle teche.
Le sorgenti LED Nichia, con temperatura colore 2700K, sono state calibrate per valorizzare i bassorilievi e le incisioni senza interferire con la delicatezza della materia.
Ogni dettaglio è stato definito per garantire comfort visivo e continuità percettiva, rispettando le esigenze conservative del museo.
Il RISULTATO
Atmosfera e percezione
Il risultato è un’illuminazione misurata, capace di evocare l’intimità di una camera sepolcrale e la preziosità degli oggetti esposti.
La luce modella le superfici, amplifica la percezione dei volumi e accompagna il visitatore in un’esperienza di scoperta lenta e consapevole.
Un equilibrio tra rigore tecnico e sensibilità estetica che interpreta il passato con lo sguardo del progetto contemporaneo.
Una luce che custodisce, valorizza e racconta.
